URBISAGLIA (MACERATA, MARCHE, ITALY)
Urbisaglia, comune di 2737 abitanti, provincia di Macerata, Marche, Italia.
Città della Regio V Picenum Urbs Salvia nacque come colonia romana nel II secolo a.C. Ampiamente ricostruita tra l'età augustea e quella tiberiana (inizio I secolo d.C.) in base ad un preciso progetto di monumentalizzazione della città, la sua decadenza iniziò con il passaggio delle truppe di Alarico nel 408-409 d.C. Una testimonianza della situazione in cui versava Urbisaglia nel corso del VI secolo ci giunge da Procopio di Cesarea, che nella Guerra Gotica descrisse il misero stato della città. Il grado di rovina e devastazione del borgo non passò inosservato neanche a Dante Alighieri, il quale ne menzionò il degrado nella Divina Commedia. Nei secoli successivi gli abitanti di Urbs Salvia si rifugiarono gradualmente sulla sommità della collina e diedero origine al Castro de Orbesallia. Nel XII secolo nei pressi di Urbisaglia sorse l'abbazia di Chiaravalle di Fiastra, un importante polo religioso, economico e culturale, che esercitò una forte influenza su tutta la valle del Fiastra e sui territori circostanti. Dal XII all'inizio del XIV secolo Urbisaglia fu dominata dalla famiglia Abbracciamonte, che in varie riprese finì per cedere a Tolentino i diritti sul castello di Urbisaglia. In particolare l'ultima cessione ad opera di Fidesmido di Pietro avvenne nel 1303: Tolentino divenne così unico e assoluto proprietario di Urbisaglia, designandone il podestà e insediando nel castello una guarnigione militare per prevenire le rivolte della cittadinanza insofferente al suo potere. Dopo la signoria di Francesco Sforza (1433--1443), durante la quale il potere fu esercitato da Elena Tomacelli (nipote di papa Bonifacio IX e moglie di Taliano Furlano, capitano di ventura dello Sforza), Urbisaglia tornò sotto il domino di Tolentino, che chiedeva insistentemente al papato la possibilità di costruire una rocca per scoraggiare eventuali ribellioni. Il permesso di costruirla fu concesso a Tolentino nel 1497 da papa Alessandro VI e nel 1507 Tolentino vi insediò una guarnigione di 12 uomini a presidiarla. Nel 1564 gli urbisalviensi presentarono una petizione a papa Pio IV, chiedendo l'autonomia da Tolentino. L'esito della spedizione fu positivo, ma la morte del papa bloccò la delibera, che avvenne quindi sotto il pontificato di Pio V il 9 agosto del 1569, quando la città fu posta definitivamente alle dirette dipendenze dello Stato Pontificio. Durante questo periodo vennero effettuati i primi scavi della città romana, mentre dopo l'unità d'Italia si crearono le condizioni per un migliore livello di vita della popolazione grazie allo sviluppo industriale, che vide la nascita di una filanda, un calzificio, un saponificio, ecc. Durante il periodo fascista al toponimo Urbisaglia venne aggiunto il nome Bonservizi, per ricordare l'urbisalviense Nicola Bonservizi, giornalista del Popolo d'Italia e collaboratore di Mussolini, giustiziato a Parigi da un anarchico. Negli anni della seconda guerra mondiale Urbisaglia fu sede di un campo di internamento fascista ubicato nel Palazzo Giustiniani Bandini adiacente all'Abbazia di Fiastra. Galleria di immagini con fotografie scattate giovedì 10 aprile 2014.